La”sintassi operativa” nella costruzione degli utensili e nel linguaggio. Per riabilitare il disturbo afasico ci vuole una cultura d’“insieme”, un approccio olistico

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Leroi-Gourhan, linguista, etnologo, antropologo, archeologo, semiologo e storico dell’arte, nel suo bel libro del 1977 “Il gesto e la parola” Einaudi, mette in evidenza il nesso che esiste tra la mano e gli organi facciali e come questi due poli del campo anteriore del corpo denotano un analogo impegno nella costruzione dei simboli della comunicazione.

Nei primati gli organi facciali e gli organi manuali compiono un’azione tecnica di pari grado, una scimmia lavora con le labbra, i denti, la lingua e le mani, ma a ciò si aggiunge il fatto che l’uomo costruisce con gli stessi organi, cosa che i primati non fanno. Partendo da una formula identica a quella dei primati, l’uomo fabbrica utensili concreti e simboli, e gli uni e gli altri nascono da uno stesso processo o meglio, fanno ricorso nel cervello alle stesse attrezzature di base. Questo induce a pensare non solo che il linguaggio è tipico dell’uomo quanto l’utensile, ma anche che entrambi sono unicamente l’espressione della stessa facoltà. W. Kolher, psicologo della Gestalt, nei suoi famosi esperimenti, ha dimostrato come i 30 segnali vocali diversi dello scimpanzé sono l’esatto corrispondente mentale dei bastoni, infilati l’uno nell’altro per attirare a sé la banana appesa al soffitto,  e come tale patrimonio vocalico non possa essere considerato un linguaggio più di quanto l’operazione dei bastoni non sia una tecnica nel vero senso della parola.

Secondo Leroi-Gourhan si può tentare una paleontologia del linguaggio solo a partire dal momento in cui la preistoria ci tramanda gli utensili, perché utensili e linguaggio sono collegati neurologicamente e perché l’uno non è dissociabile dall’altro nella struttura sociale dell’umanità.

La tecnica è contemporaneamente gesto e utensile, organizzati in concatenazione da una vera e propria sintassi che conferisce alle serie operative fissità e duttilità al tempo stesso. La sintassi operativa è proposta dalla memoria e nasce tra il cervello e l’ambiente materiale, continuando in parallelo con il linguaggio, si ritrova sempre lo stesso processo.

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COMUNICAZIONE,COOPERAZIONE,COMPLESSITA’

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Competenze e saperi per la Società interconnessa: le due culture e la complessità

L’articolo, che consiglio a tutti di leggere per intero, parla della necessità del superamento della divaricazione tra materie scientifiche e materie umanistiche nella formazione scolastica, e in particolar modo quella universitaria (compresi ovviamente i Corsi di laurea in Logopedia)

La cultura scientifica conosce oggetti, ma ignora il soggetto che conosce e manca di riflessività sul divenire incontrollato delle scienze. La parcellizzazione delle conoscenze di discipline e sotto-discipline aggrava l’incultura generalizzata. Di qui la necessità di stabilire comunicazioni e legami fra le due branche separate della cultura(…) La vulgata tecno-economica dominante considera la cultura umanistica senza interesse o un puro lusso e spinge per eliminare, come chiacchiera, la filosofia. L’imperialismo delle conoscenze calcolatrici e quantitative progredisce a scapito delle conoscenze riflessive e qualitative (Edgar Morin, 2015)

pierodominici.nova100.ilsole24ore.com/2015/07/28