QUANTO CONTANO GLI ASPETTI MOTORI NELLA PERCEZIONE DEI SUONI? LE RICERCHE CHE RIVOLUZIONANO LA LOGOPEDIA TRADIZIONALE DELL’AFASIA

onologia-articolatoria

L’approccio gestuale alla logopedia dell’afasia trova un ulteriore fondamento nelle ricerche della moderna fonologia articolatoria, che intende superare la distinzione tradizionale tra fonetica e fonologia , tra il piano dell’esecuzione e il piano della programmazione; nell’unità del gesto articolatorio produzione e percezione coincidono ed il livello della programmazione motoria è strettamente vincolato dalla corporeità umana.

La teoria motoria della percezione del linguaggio di Alvin Liberman e Mattingly (1967,1985) vede la percezione del parlato dinamicamente legata agli aspetti motori. Secondo Liberman una percezione tanto veloce di suoni, quale è quella umana è permessa dal fatto che i gesti articolatori che compongono i fonemi possono avere anche una durata più lunga dei suoni stessi, in questo senso la percezione non si basa sui foni ma sui gesti che compongono i foni, il meccanismo percettivo che funziona a bassa velocità riesce tuttavia, ad avere una performance ad alta velocità. Nell’ipotesi di Liberman quindi, la percezione non solo non è esclusivamente acustica, ma ha anche una forte componente gestuale: la percezione è possibile perché vi è una sorta d’identità tra il sistema che produce e il sistema che percepisce. In sostanza, la comprensione, al livello della percezione, di un’espressione linguistica di un individuo è elaborata dallo stesso meccanismo che produce il parlato in quell’individuo. Questo tipo di comprensione motoria che Liberman ipotizza ha trovato conferma scientifica in tempi recenti, grazie alla scoperta dei neuroni a specchio (Rizzolatti e Senigaglia, 2006).

Un altro contributo importante alla ricerca della moderna fonologia articolatoria è venuto dalla  Teoria della coarticolazione come coproduzione (Fowler 1980, 1981),  il fenomeno per cui un segmento fonologico non è realizzato allo stesso modo in tutti i “contesti “ma è, influenzato dai segmenti circostanti ed ha quindi una natura dinamica.

Lidia Gomato

“La natura dinamica del suono tra fonetica e fonologia” M. Primo – Rivista del Dipartimento di Scienze Cognitive di Messina – Reti,Saperi,Linguaggi – Rubbettino Editore