INDAGINE SULLA CORPOREITA’ DISPONIBILE NEI SOGGETTI AFASICI: LA COMPONENTE MOTORIA DELL’ATTIVITA’ PSICHICA

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Tratto dal video sul seminario del Prof. G. Rizzolatti “Neuroscienze e Psicanalisi”  dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti

Il modello classico di come il cervello funziona, che si è andato affermando negli anni 50, per il quale il cervello era sostanzialmente un elaboratore d’informazioni, è oggi fortemente messo in discussione dalle moderne neuroscienze. Al  computer manca  qualcosa di fondamentale che hanno gli esseri viventi, cioè il movimento, più passa il tempo e più si acquisiscono delle evidenze scientifiche che dimostrano come il “movimento” sia un fattore fondamentale.

Noi abbiamo tutto un sistema motorio e da questo sistema motorio derivano particolari percezioni, per esempio noi abbiamo  la percezione dello spazio non perché abbiamo nel cervello un’ area per lo spazio, ma perché abbiamo delle aree motorie particolari per raggiungere lo spazio e  come conseguenza, successivamente abbiamo la percezione dello spazio. Siamo passati da un concetto che era tutto legato all’ elaborazione di stimoli esterni,  a qualcosa di interno, è il sistema motorio che costruisce lo spazio,   e anche la percezione degli altri.

La scienza non è fatta di mattoncini sparsi qua e là, per avere una visione del sistema nervoso bisogna avere un panorama concettuale, quello classico della psicologia cognitiva risulta del tutto insufficiente, ci sono altre due valide possibilità: una è quella della psicanalisi, l’altra è quella della fenomenologia di Husserl,  Merleau-Ponty e Sartre.

Lidia Gomato

 

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