Da una “testa ben piena” a una “testa ben fatta”

Una testa ben fatta

Edgar Morin, sociologo e filosofo di 94 anni, sottolinea l’urgenza di una riforma dell’insegnamento e del pensiero verso un’interdisciplinarietà. Troppo diffuse sono le concezioni e le pratiche didattiche che favoriscono il pensiero frammentario e frammentante “l’intelligenza che sa solo separare spezzare il complesso del mondo in frammenti disgiunti, frazionare problemi, unidimensionalizzare il multidimensionale”. Si rende necessario un cambiamento di tendenza, promuovendo una didattica capace di formare “l’attitudine a contestualizzare e globalizzare i saperi perché questa è la qualità fondamentale della mente umana”. Con l’eccessiva insistenza sull’insegnamento-apprendimento di una quantità rilevanti di nozioni all’interno di settori separati, si fonda un anomalo ingigantimento del bagaglio nozionistico, su una “gigantesca torre di Babele” che ha la presunzione di trasmettere tanto sapere ma che , in realtà tradisce il compito stesso dell’insegnamento formando soltanto una “testa ben piena”, nella quale “il sapere è accumulato, ammucchiato, e non dispone di un principio di selezione e di organizzazione che gli dia senso”. La conoscenza è “separazione” e “interconnessione”, analisi-sintesi, tuttavia la nostra civiltà e la nostra prassi pedagogica finiscono per privilegiare nettamente la fase di separazione.  Questo tipo di didattica ha anche delle gravi ripercussioni nella responsabilità etica, in quanto un’intelligenza incapace di considerare il contesto e il complesso planetario rende ciechi, incoscienti, irresponsabili. Sospinti da interessi o ideologie, siamo indotti a credenze semplificatrici, a distinzioni rigide che scavalcano la complessità, al limite del reale.

La formazione scolastica, Università inclusa, dovrebbe formare “teste ben fatte” (metafora che Morin ha ripreso da Montaigne) e prevedere un insegnamento dedicato alla “conoscenza della conoscenza”, compito a cui devono contribuire, insieme alla filosofia, la psicologia, le scienze cognitive, la letteratura e la storia.

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