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  • L’afasia come alterazione del gesto verbale: valutazione e riabilitazione L.Gomato

Riabilitazione e Apprendimento anno, 16, n°3 – 1996 Editore G. Gnocchi

Riassunto

L.A descrive un approccio antropo-fenomenologico alla valutazione e riabilitazione del disturbo

afasico secondo l’ipotesi del neurofenomenologo Lamberto Longhi.

Il linguaggio, nell’ottica antropo-fenomenologica, non è il linguaggio concepito come

un’acquisizione definitiva dell’uomo, ma un’esperienza del soggetto continuamente rinnovabile, un

vissuto del nostro corpo fenomenico. Il linguaggio di un soggetto con un corpo, che si muove

intenzionalmente verso il mondo e che nel movimento esperisce la sua qualità spaziale, spazialità di situazione.

Compito del logopedista, secondo tale ottica, sarebbe quello di valutare il livello di compromissione della gestualità verbale e non verbale e le possibilità residue di recupero tramite un protocollo flessibile, capace di cogliere gli aspetti qualitativi del linguaggio afasico come “Il Profilo dell’afasico”, e di far ri-costruire, ri-esperire, ri-apprendere all’afasico le tappe di sviluppo della gestualità verbale a partire dal livello compromesso sulla guida di una valenza semantica riproposta dal linguaggio convenzionale.

  • Un contributo al metodo in riabilitazione L.Gomato

Sistema Nervoso e Riabilitazione – volume VII, n°3 – 2004 Cuzzolin Editore

Riassunto

Il movimento, nell’ottica antropo-fenomenologica non è visto in sé e per sé, nell’ambito di un corpo anatomo-fisiologico privo di una dimensione intenzionale, ma è il movimento di un organismo in continuo rapporto con il Mondo, che ha la possibilità di poter scegliere dall’ambiente delle situazioni che lo interessano e che costituiscono di fatto il suo ambiente. Il movimento è pertanto un “gesto” che comprende nella sua fondamentale unità: l’intenzione, il programma, l’esecuzione e il fine mirato. Secondo tale ottica si propone un nuovo approccio alla riabilitazione del malato emiplegico.

  • Approccio antropo-fenomenologico alla riabilitazione dell’emiplegico L.Gomato

Sistema Nervoso e riabilitazione – volume VII, n°2 -2005 Cuzzolin Editore

Riassunto

L’A. propone un percorso riabilitativo neuropsicologico nel trattamento del malato emiplegico, maturato nell’ottica antropo-fenomenologica, secondo l’ipotesi semeiologica di Lamberto Longhi sui livelli di strutturazione del “gesto”.

Compito del terapeuta secondo tale approccio, sarebbe quello di far ri-esperire al malato emiplegico le tappe di sviluppo del “gesto finalistico” e della funzione di “orientamento direttivo o spazialità agibile”( spazialità che costituisce lo “sfondo” per l’organizzazione di qualsiasi gesto), a partire dal livello compromesso.

  • La parola come gesto: la sua spazialità

L.Longhi,L.Gomato,O.Manzetti,D.Parenti, L.Pigazzi,K.Pimpinella

Ermes Medica 1981

Riassunto

Il linguaggio nell’ottica antropo-fenomenologica è visto come gesticolazione verbale, come il dispiegarsi di un gesto unico e non come l’uso esterno di un codice sociale, e non può prescindere da un’ attività ordinatrice che è il carattere fondamentale del fatto biologico.

Gli A.A ipotizzano l’esistenza di una trama direzionale originaria propria dell’unità somatica, come “sfondo” a tutte le necessarie e successive “coerenze” (ordinamento orientato del soggetto verso l’ambiente) fino a quelle “tematiche” e considerano essenziale inserire nella valutazione del disturbo afasico anche questa dimensione spazio-temporale.

Da uno studio su 40 malati afasici si è rilevata tramite “il test dei bastoncini” una compromissione dell’orientamento direttivo dell’unità somatica in 13 casi.

L’approccio antropo-fenomenologico alla logopedia del disturbo afasico cerca di comprendere le possibilità di recupero degli afasici già a partire dalle possibilità di organizzazione di una spazialità agibile in grado di ospitare la gestualità verbale.

  • Sulla aprassia costruttiva

L.Longhi, L.Gomato, O.Manzetti,D.Parenti, L.Pigazzi,K.Pimpinella

Ermes Medica 1981

Riassunto

L’apprassia costruttiva, nell’ottica antropo-fenomenologica, non è la perdita dell’uso dello spazio euclideo, ma piuttosto la perdita della capacità di organizzare la gesticolazione percettivo-motoria secondo un tema. In senso analogo, potrebbe essere vista l’aprassia della mano che consiste nell’organizzare la gesticolazione delle dita secondo una data forma.

Si è condotta una ricerca su due gruppi di malati: 40 con emiplegia destra ed afasia e 40 con emiplegia sinistra ai quali sono stati somministrati il “test dei bastoncini” e tre prove di disegno spontaneo e su copia. Dai risultati elaborati statisticamente non si è rilevata una lateralizzazione per l’aprassia costruttiva, entrambi gli emisferi evidentemente possono dare contributi separati e diversi al complesso delle “abilità costruttive”.

  • La Neuroriabilitazione: Approccio neuropsicologico e versione antropologica

L.Longhi, L.Gomato, F.M. Pisarri

Riabilitazione e Apprendimento Anno 10, n°1, 1990

Liviana Editrice

  • La Neuroriabilitazione: approccio neuropsicologico e versione antropologica

L.Longhi, L.Gomato, F.M.Pisarri

Riabilitazione e Apprendimento Anno 10, n°2, 1990

Liviana Editrice

Riassunto

Gli A.A partono dall’ipotesi che il livello di performance ottenuto dai pazienti cerebrolesi, attraverso i quattro sub-test proposti, esprima la capacità del tessuto cerebrale rimasto indenne dopo la lesione vascolare, di riorganizzarsi in una totalità funzionale.

Riorganizzazione che può essere valutata con l’esame dell’attività fondamentale dell’organismo: quello di ordinarsi spazialmente all’ambiente, che pertanto è ambiente orientato.

I risultati ottenuti, e valutati statisticamente sembrano confermare l’ipotesi in questione.

Una tale conferma implica anche una diversa impostazione dei programmi di riabilitazione.

  • L’Afasia come alterazione del gesto verbale: valutazione e riabilitazione (II)

L. Gomato

Neuroscienze.net  2013 (scaricabile on-line gratuitamente)

L’afasia come alterazione del gesto verbale: valutazione e riabilitazione

Abstract

L’articolo descrive un approccio antropo-fenomenologico alla valutazione e riabilitazione del disturbo afasico facendo riferimento alla semeiotica dell’afasia ipotizzata dal neurofenomenologo Lamberto Longhi.

Il linguaggio nell’ottica antropo-fenomenologica non è  concepito come un’acquisizione definitiva dell’uomo, ma è un’esperienza del soggetto continuamente rinnovabile; è un comportamento comunicativo, uno dei gesti possibili del nostro corpo, anche se il più complesso. Il gesto verbale ha come “sfondo” un corpo che si muove intenzionalmente verso il Mondo, verso uno scopo, e nel movimento esperisce la sua qualità spaziale, spazialità di situazione.

L.Longhi ha cercato di studiare negli afasici i momenti di sviluppo di una struttura fondamentale spazio- temporale inerente all’orientamento corporeo e i momenti di sviluppo del gesto frasale ed ha ipotizzato tre livelli di strutturazione e simbolizzazione del gesto iconografico e del gesto frasale sui quali articola una nuova classificazione del disturbo afasico.

Compito della logopedia secondo l’approccio longhiano, sarebbe quello di far ri-costruire, ri-esperire, ri-apprendere al malato afasico le tappe di sviluppo del gesto iconografico e verbale a partire dal livello compromesso.

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