Il Laboratorio

laboratorioIl laboratorio di terapia espressiva per le persone con un disturbo afasico è stato pensato come uno “spazio potenziale” non codificato, che consentisse al logopedista e al gruppo di integrarsi nella relazione anche attraverso il corpo e di esprimersi in vari modi con l’aiuto dei mediatori artistici: foto, video, teatro, danza, musica, disegno, pittura, collage ecc.

La terapia espressiva si presenta apparentemente, come un’attività ludica, di gioco, e grazie a questo aspetto “divertente” è possibile ”far passare” contenuti e modalità espressivo-comunicative più consone e adattive. Viene proposta ai soggetti afasici, dopo un’attenta valutazione fenomenologica delle possibilità comunicative residue verbali e non verbali, come integrazione alla logopedia individuale o come proseguimento del percorso terapeutico a contatto con nuove esperienze comunicative.

Nel “laboratorio protetto” la persona afasica può “fare” e “disfare” forme sempre nuove di espressione. manifestare, riconoscere, decodificare e modificare le proprie modalità espressive, comunicativo-simboliche (intra ed interpersonali) e comportamentali.

La terapia espressiva per afasici rappresenta una modalità comunicativa che si pone a ponte tra il canale comunicativo non verbale e il verbale, in quanto affonda le sua origine nella comunicazione non verbale ma consente di attivare un processo che porta all’espressione verbale di quanto vissuto durante il percorso espressivo. Questo approccio alla terapia del linguaggio consente la rielaborazione dell’esperienza vissuta del soggetto con delle ripercussioni positive sul livello di coscienza e le capacità cognitive dell’afasico.

La potenzialità terapeutica della terapia espressiva si basa sul processo creativo e non sul prodotto espressivo, sul come si costruisce l’opera prodotta e non sul cosa viene prodotto. E’ quindi presente una valenza estetica soggettiva: l’opera, il movimento, la musica, la spettacolazione devono soddisfare il soggetto, ma non è necessario che il prodotto abbia delle connotazioni estetiche oggettive. Di conseguenza, nel percorso terapeutico è assente il giudizio di valore e con esso le problematiche legate alla prestazione. In altri termini il soggetto è libero di esprimersi secondo i propri canoni, ma ciò non significa che nel setting terapeutico non ci siano delle regole metodologiche.

La persona afasica alla presenza del gruppo si carica di motivazione ad esprimersi, trovando nei mediatori artistici vari canali per poterlo fare, riesce a comunicare agli altri qualcosa di sé, in tal modo la dimensiona emotiva-affettiva riaffiora e si dispone ad ulteriori atti comunicativi.

Il laboratorio si svolge ogni venerdì dalle ore 15.00 alle ore 17.00 presso la tensostruttura dell’Ospedale di Neuroriabilitazione S.G Battista Acismom di Roma.

Per qualsiasi informazione e prenotazione potete contattare la Dott. Lidia Gomato allo 06/65596309, dal lunedì al venerdì, dalle ore 800-9.00/12.30-13.30 o per e-mail al seguente indirizzo: l.gomato@acismom.it

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