Il Laboratorio di Comunicazione Espressiva

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Il Laboratorio Sperimentale di Comunicazione Espressiva, a mediazione artistica, per persone con disturbo afasico

Promuove un intervento riabilitativo attivo alla comunicazione come espressione, valorizza l’esperienza soggettiva e la relazione con gli altri, e non esclude che  queste, anche dopo un lungo periodo dal trauma, abbiano delle possibiltà di esprimersi avvalendosi dell’uso del corpo e dell’immagine come supporto o alternativa alla comunicazione verbale.

L’ attività proposta nel laboratorio sperimentale rispetta il principio di centralità della persona per cui ogni partecipante è posto al centro dell’azione comunicativa, e prevede la valorizzazione del vissuto esperienziale,del modo che ogni  soggetto ha di contattare la realtà.

L’uso dei mediatori artistici  ha lo scopo di aiutare i soggetti con disturbo della comunicazione ad esperire le proprie potenzialità espressive, ciò  permette da un lato di ampliare il campo d’azione personale e dall’altro di ampliare la possibilità di partecipazione alla vita comunitaria mediante lo sviluppo di competenze comunicative e abilità adatte a ricoprire in modo più efficace nuovi ruoli,  inoltre, consente di scoprire un’attività ludica e soddisfacente sul piano del benessere personale.

L’esperienza espressiva, realmente agita nel gruppo, oltre a migliorare la comunicazione, non verbale e verbale, induce un miglioramento della percezione e della rappresentazione di sé, della sfera emotiva-affettiva e delle capacità cognitive dei soggetti che vi partecipano.

Finalità del laboratorio sperimentale

Il Laboratorio Sperimentale di Comunicazione Espressiva, a mediazione artistica, per le persone con un disturbo afasico, è stato pensato come uno “spazio potenziale” non codificato, che consentisse al logopedista e al gruppo di integrarsi in una relazione e di esprimersi, con l’aiuto delle tecniche espressive (fotografia, video, pantomima, danza, disegno, collage, ecc), attraverso il corpo e l’immagine come supporto alla comunicazione verbale.

La comunicazione espressiva si pone a ponte tra il canale comunicativo non verbale e il verbale, in quanto affonda le sua origine nella comunicazione non verbale ma consente di attivare un processo che porta all’espressione verbale di quanto vissuto durante il percorso espressivo.

Nel “laboratorio protetto” la persona con disturbo afasico può “fare” e “disfare” forme sempre nuove di espressione, manifestare, riconoscere, decodificare e modificare le proprie modalità espressive, comunicativo-simboliche (intra ed interpersonali) e comportamentali.

L’attività di laboratorio di Comunicazione Espressiva si presenta, apparentemente, come un’attività ludica e grazie a questo aspetto “divertente” è possibile ”far passare” contenuti e modalità espressivo-comunicative più consone e adattive. Alla presenza del gruppo il paziente afasico è più motivato ad esprimersi e trova nei mediatori artistici vari canali per poterlo fare, nel comunicare agli altri qualcosa di sé le emozioni riaffiorano e dispongono il soggetto ad ulteriori atti comunicativi,con delle ripercussioni positive sul livello di coscienza, le capacità cognitive e linguistiche.

La potenzialità terapeutica della comunicazione espressiva si basa sul processo creativo e non sul prodotto espressivo, sul come si costruisce l’opera prodotta e non sul cosa viene prodotto. E’ quindi presente una valenza estetica soggettiva: l’opera, il movimento, la musica, l’immagine, la parola, devono soddisfare il soggetto, di conseguenza, nel lavoro di laboratorio è assente il giudizio di valore e con esso le problematiche legate alla prestazione. In altri termini il soggetto è libero di esprimersi secondo i propri canoni, ma ciò non significa che nell’attività svolta non ci siano delle regole metodologiche.

Storia

Il Laboratorio di Comunicazione Espressiva, a mediazione artistica, per persone con disturbo afasico inizia, in via sperimentale , nel 2011 presso il Servizio di Neuropsicologia dell’Ospedale di Riabilitazione San Giovanni Battista S.M.O.M di Roma e si conclude alla fine 2017 con il pensionamento della logopedista coordinatrice del servizio Dr.ssa Lidia Gomato, ideatrice e conduttrice del progetto.

L’esperienza di laboratorio,  è stata ben accolta dai malati e i loro familiari, ed ha destato un interesse professionale nell’ambito riabilitativo come approccio integrato ai disturbi della comunicazione da cerebrolesione acquisita.

Progetto A.I.T.A (Associazione Italiana Afasici) Regione Lazio

Nel 2018 il progetto di un Laboratorio di Comunicazione Espressiva per persone con disturbo afasico, è stato proposto alla D.ssa Gianna Ruzzon presidentessa dell’ A.I.T.A Lazio, e a gennaio del 2019 sono iniziate le attività.

Il Laboratorio è condotto dalla logopedista Dr.ssa Lidia Gomato, con una formazione fenomenologico-gestaltica nell’uso dei mediatori artistici (foto, video, collage, danza, pantomima ecc.) e dalla psicologa Dr.ssa Gianna Ruzzon. Si svolge con un incontro settimanale ed ha una durata di 2 ore. La partecipazione al laboratorio viene proposta ai soggetti afasici interessati, in seguito a un’indagine qualitativa delle capacità cognitive e linguistiche residue.

Chi è interessato a parteciparvi può contattarci per informazioni:

info.aitalazio@gmail.com

cell. 3458500326 – 3397051016