L’afasia come un disturbo generale dell’attività simbolica

Post ultimo agosto

Se mette capo a una funzione simbolica, l’analisi del senso della malattia identifica tutte le malattie, riconduce all’unità le afasie, le a agnosie, le aprassie (Cassirer).

 Alla base del linguaggio c’è una motivazione che ci spinge verso le cose, ci dirigiamo verso le cose che per noi hanno un senso. Questa motivazione, questa intenzione è “allentata” nella maggior parte delle afasie; ciò che l’afasico ha perduto e che il soggetto normale possiede, non è un patrimonio di parole, ma un certo modo di farne uso. La stessa parola che rimane a disposizione del malato sul piano del linguaggio automatico, diviene inaccessibile su quello del linguaggio creativo; egli riesce a pronunciare la parola quando c’è un interesse affettivo e vitale. ,Il disturbo afasico quindi, dal punto di vista fenomenologico, concerne il contesto dell’esperienza, il potere di configurare nel mondo una intenzione qualsiasi; il mondo non gli suggerisce più dei significati e reciprocamente i significati che egli si propone non si incarnano più nel mondo dato. Il gesto fonetico realizza, per il soggetto parlante e per coloro che l’ascoltano, una certa strutturazione dell’esperienza, una certa modulazione dell’esistenza, proprio come un comportamento del nostro corpo investe di un certo significato gli oggetti che lo circondano. In quest’ottica, ad esempio, il disturbo di denominazione dell’afasico assume un nuovo significato, non si tratterebbe di un disturbo semantico della parola ma, di una difficoltà più generale ad intenzionare, ad incarnare, a dare “forma”, a dare un senso visivo e verbale all’ immagine dell’oggetto.

 

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Buona befana!

BefanaAlcune fonti avvicinano la figura della Befana ad un rituale della cultura rurale e pagana dell’Italia precristiana che proseguì però fino al medioevo: la dodicesima notte dopo il Natale, ovvero dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura. La notte del 6 gennaio, Madre Natura, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l’anno, appariva sotto forma di una vecchia e benevola strega, che volava per i cieli con una scopa. Prima di morire però e di rinascere, la vecchina distribuiva doni e dolci a tutti in modo da piantare i semi che sarebbero nati durante l’anno successivo. In questa ottica l’uso dei doni assumerebbe un valore propiziatorio per l’anno nuovo.

Buona Befana

Su Neuroscienze.net il mio articolo sull’approccio antropologico-fenomenologico in afasia

E’ con grande gioia che vi annuncio che il mio articolo “L’afasia come alterazione del gesto verbale: valutazione e riabilitazione” è stato pubblicato sulla rivista di Neuroscienze.net. Vi invito a visionare l’articolo… Per poterlo scaricare cliccate qui.

neuroscienze.netAbstract

Scarica in PDF L’articolo descrive un approccio antropo-fenomenologico alla valutazione e riabilitazione del disturbo afasico facendo riferimento alla semeiotica dell’afasia ipotizzata dal neurofenomenologo Lamberto Longhi.

Il linguaggio nell’ottica antropo-fenomenologica non è  concepito come un’acquisizione definitiva dell’uomo, ma è un’esperienza del soggetto continuamente rinnovabile; è un comportamento comunicativo, uno dei gesti possibili del nostro corpo, anche se il più complesso. Il gesto verbale ha come “sfondo” un corpo che si muove intenzionalmente verso il Mondo, verso uno scopo, e nel movimento esperisce la sua qualità spaziale, spazialità di situazione.

L.Longhi ha cercato di studiare negli afasici i momenti di sviluppo di una struttura fondamentale spazio- temporale inerente all’orientamento corporeo e i momenti di sviluppo del gesto frasale ed ha ipotizzato tre livelli di strutturazione e simbolizzazione del gesto iconografico e del gesto frasale sui quali articola una nuova classificazione del disturbo afasico.

Compito della logopedia secondo l’approccio longhiano, sarebbe quello di far ri-costruire, ri-esperire, ri-apprendere al malato afasico le tappe di sviluppo del gesto iconografico e verbale a partire dal livello compromesso.

Corso E.C.M. del 25 e 26 ottobre 2013

Il 26 ottobre si è concluso il corso E.C.M “L’afasia come alterazione del gesto verbale: valutazione e riabilitazione. Aproccio antropo-fenomenologico”.

Sono state due bellissime giornate passate insieme nel fare esperienza del linguaggio e della logopedia come processo creativo; ho creduto molto nel laboratorio esperenziale di terapia espressiva a mediazione artistica e nella formazione a piccoli gruppi di logopedisti desiderosi di aprirsi al nuovo, alla comunicazione nel suo significato più ampio.

Ringrazio tutti i colleghi per l’ entusiasmo con il quale hanno partecipato e le persone che hanno creduto nel progetto e mi hanno aiutato a realizzarlo.

Lidia Gomato

Approccio antropo - fenomenologico

L’afasia come alterazione del gesto verbale: valutazione e riabilitazione. Approccio antropo – fenomenologico”

Approccio antropo - fenomenologico

L’afasia come alterazione del gesto verbale: valutazione e riabilitazione. Approccio antropo – fenomenologico”

Approccio antropo - fenomenologico

L’afasia come alterazione del gesto verbale: valutazione e riabilitazione. Approccio antropo – fenomenologico”

L’afasia come alterazione del gesto verbale: valutazione e riabilitazione

Ecm logopedia

Corso ECM (id. 2095 – 73381 – crediti assegnati 18,5)

Lo scopo dell’E.C.M in oggetto è quello di far conoscere l’ipotesi dell’afasia di Lamberto Longhi e fornire qualche esempio sull’approccio alla logopedia fenomenologica dell’afasico, sia individuale che di gruppo.

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Chi sono

Chi sonoDal 1975 lavora come logopedista presso l’Ospedale di Neuroriabilitazione San Giovanni Battista Acismom di Roma ed e’ coordinatrice dell’U.O di Neuropsicologia .

Dal 1980 al 1986 ha lavorato nell’equipe del neurofenomenologo Prof. Lamberto Longhi condividendo l’esperienza clinica e partecipando alle sue ricerche in ambito neuropsicologico di indirizzo antropo-fenomenologico.

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