Rizzolatti : corporeità, movimento, percezione e la crisi della psicologia cognitiva

Il modello classico delle scienze cognitive, per il quale il cervello era sostanzialmente un computer, un elaboratore di informazioni provenienti dall’esterno, è oggi in crisi, perché la “macchina” non può rendere conto di problematiche inerenti la corporeità, come il movimento, la percezione in tutte le sue forme, l’unità dell’Io, ecc.

Secondo G. Rizzolatti e molti altri neuroscenziati moderni, per avere una visione del funzionamento del sistema nervoso la scienza ha bisogno di un panorama concettuale ampio, come quello della fenomenologia o della psicanalasi.

Nelle ricerche di Rizzolatti e coll. il movimento risulta sempre più un fattore fondamentale per la costruzione della percezione, compresa quella dello spazio; il sistema motorio sembra garantire un’elaborazione degli stimoli non dall’esterno, come nella concezione classica della psicologia cognitiva, ma dall’interno dell’organismo. L’acquisizione di tali conoscenze porta a un rovesciamento di prospettiva anche negli approcci riabilitativi.

CPLOL Congress 2015 – Session poster

CPLOL Congress 2015 – Session poster: “Corporeality, usability and livable space: new parameters for the anthropological-phenomenological assessment of aphasia and new rehabilitative approach “

 

poster lidia

L’enigma di Kaspar Hauser

L’ENIGMA DI KASPAR HAUSER

Kaspar Hauser fu un giovane tedesco cresciuto in un totale isolamento e al buio, a sedici anni sapeva dire solo il suo nome, reagiva violentemente a qualsiasi impressione sensoriale tra cui i suoni acuti. Questo caso all’epoca rappresentò un’enigma, molti studiosi si interessarono alla sua capacità di apprendimento, in particolar modo del linguaggio; con molta fatica ed esaurimento il ragazzo imparò a parlare, a leggere e a scrivere. In questo filmato Kaspar deve affrontare una prova di ragionamento logico.
Buona visione! Guarda il video

Il gesto e la parola: evidenze scientifiche

L’ipotesi di una continuità tra comunicazione manuale e comunicazione vocale è alla base dell’approccio riabilitativo del disturbo afasico proposto dal Prof. Lamberto Longhi, tale ipotesi è supportata da varie evidenze che il linguaggio verbale abbia come fondamento il gesto. Questa idea è racchiusa nella teoria motoria della percezione del linguaggio verbale di Liberman (1996) e più recentemente dalla fonologia articolatoria (Browman e Goldstein 1989, 1995), le quali propongono che il linguaggio verbale non coincida tanto con un sistema di produzioni di suono, ma con un sistema che produce gesti articolatori per mezzo dell’azione indipendente di sei organi articolatori, ossia le labbra, il velo, la laringe ed infine il dorso, il corpo e la radice della lingua. corso afasiaTale approccio è largamente basato sul fatto che i fonemi, cioè le unità di base del parlato, nelle registrazioni meccaniche del suono non sono discretamente divisibili. Intendere il parlato in senso gestuale permetterebbe la comprensione dei fenomeni legati alla sua percezione, infatti se i gesti articolatori alla base del linguaggio verbale si sovrappongono, proprio ciò renderebbe possibile la produzione e la percezione del linguaggio a ritmi sostenuti. L’essere umano è in grado di percepire dai dieci ai quindici fonemi al secondo (Gentilucci e Corballis, 2006), ma il fatto che le unità sonore più semplici, come i rumori non sono percepibili a tali ritmi (Warren et al. 1969) suggerisce che alla percezione del linguaggio verbale possano sottostare dei principi differenti rispetto a quelli della percezione dei suoni linguistici.

Video tratto da Youtube “Speciale Neuroscienze: Vittorio Gallese, sul linguaggio: la parola sensoriale, la parola relazionale”

Restituiamo un “corpo” alla parola degli “afasici”: dalla terapia dei “contenuti” verbali alla terapia del “gesto” che li crea

A differenza delle terapie tradizionali che si occupano di analizzare e rieducare i “contenuti” verbali della lingua convenzionale, l’ottica fenomenologica in linea con le più moderne teorie sul linguaggio, cerca di studiare e riabilitare il “gesto” che costruisce i “contenuti” verbali, il suo “farsi” struttura idonea ad ospitare i “significati”.

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Il chi, il come e il quando di una nuova logopedia dell’afasia

il che il come e il quandoIl cambiamento in atto nelle neuroscienze, avvenuto anche con il contributo della filosofia, sconvolge tutta la vecchia impostazione della logopedia dell’afasia , occorrono nuovi approcci metodologici, più al passo con i tempi, in grado di ipotizzare una nuova semeiologia dell’afasia, di individuare dei “parametri qualitatativi” dell’esperienza afasica capaci di prevedere le “possibilità” di recupero della “parola” in quanto “scelta”, di guidarci in un “fare” terapeutico che ci vede coinvolti in prima persona nella “relazione di comunicazione” con i malati, di aiutarci a gestire al meglio la complessità del linguaggio e del vissuto afasico; in sintesi che sappiano darci delle indicazioni sul “chi”, il “come” e il “quando” di una nuova logopedia dell’afasia.

Buona befana!

BefanaAlcune fonti avvicinano la figura della Befana ad un rituale della cultura rurale e pagana dell’Italia precristiana che proseguì però fino al medioevo: la dodicesima notte dopo il Natale, ovvero dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura. La notte del 6 gennaio, Madre Natura, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l’anno, appariva sotto forma di una vecchia e benevola strega, che volava per i cieli con una scopa. Prima di morire però e di rinascere, la vecchina distribuiva doni e dolci a tutti in modo da piantare i semi che sarebbero nati durante l’anno successivo. In questa ottica l’uso dei doni assumerebbe un valore propiziatorio per l’anno nuovo.

Buona Befana

Su Neuroscienze.net il mio articolo sull’approccio antropologico-fenomenologico in afasia

E’ con grande gioia che vi annuncio che il mio articolo “L’afasia come alterazione del gesto verbale: valutazione e riabilitazione” è stato pubblicato sulla rivista di Neuroscienze.net. Vi invito a visionare l’articolo… Per poterlo scaricare cliccate qui.

neuroscienze.netAbstract

Scarica in PDF L’articolo descrive un approccio antropo-fenomenologico alla valutazione e riabilitazione del disturbo afasico facendo riferimento alla semeiotica dell’afasia ipotizzata dal neurofenomenologo Lamberto Longhi.

Il linguaggio nell’ottica antropo-fenomenologica non è  concepito come un’acquisizione definitiva dell’uomo, ma è un’esperienza del soggetto continuamente rinnovabile; è un comportamento comunicativo, uno dei gesti possibili del nostro corpo, anche se il più complesso. Il gesto verbale ha come “sfondo” un corpo che si muove intenzionalmente verso il Mondo, verso uno scopo, e nel movimento esperisce la sua qualità spaziale, spazialità di situazione.

L.Longhi ha cercato di studiare negli afasici i momenti di sviluppo di una struttura fondamentale spazio- temporale inerente all’orientamento corporeo e i momenti di sviluppo del gesto frasale ed ha ipotizzato tre livelli di strutturazione e simbolizzazione del gesto iconografico e del gesto frasale sui quali articola una nuova classificazione del disturbo afasico.

Compito della logopedia secondo l’approccio longhiano, sarebbe quello di far ri-costruire, ri-esperire, ri-apprendere al malato afasico le tappe di sviluppo del gesto iconografico e verbale a partire dal livello compromesso.

Corso E.C.M. del 25 e 26 ottobre 2013

Il 26 ottobre si è concluso il corso E.C.M “L’afasia come alterazione del gesto verbale: valutazione e riabilitazione. Aproccio antropo-fenomenologico”.

Sono state due bellissime giornate passate insieme nel fare esperienza del linguaggio e della logopedia come processo creativo; ho creduto molto nel laboratorio esperenziale di terapia espressiva a mediazione artistica e nella formazione a piccoli gruppi di logopedisti desiderosi di aprirsi al nuovo, alla comunicazione nel suo significato più ampio.

Ringrazio tutti i colleghi per l’ entusiasmo con il quale hanno partecipato e le persone che hanno creduto nel progetto e mi hanno aiutato a realizzarlo.

Lidia Gomato

Approccio antropo - fenomenologico

L’afasia come alterazione del gesto verbale: valutazione e riabilitazione. Approccio antropo – fenomenologico”

Approccio antropo - fenomenologico

L’afasia come alterazione del gesto verbale: valutazione e riabilitazione. Approccio antropo – fenomenologico”

Approccio antropo - fenomenologico

L’afasia come alterazione del gesto verbale: valutazione e riabilitazione. Approccio antropo – fenomenologico”