L. Longhi : qual’ è la possibilità di incorporare il linguaggio nei diversi pazienti “afasici” ?

foto Longhi

Il neurofenomenologo (e psichiatra) Lamberto Longhi  nel suo scritto “Afasia” (Longhi L.1985), ha affrontato il problema di una comprensione moderna, dinamica, del disturbo afasico, in grado di superare “il marcato divario che esiste ancora tra le relazioni cliniche dei pazienti (che generalmente comportano esperienze di disturbo) e teorie e pratiche principalmente postulate a livello cerebrale” (Sestito M.T, Raballo A.,Stanghellini G., Gallese V., 2017), tra il corpo vissuto, esperito dall’interno, in prima persona dal malato, e lo studio dal punto di vista oggettivo dalle scienze naturali, come la fisiologia e anatomia (Husserl E. 1993, Merleau-Ponty M.2010).

Oltre ad aver avuto una grande un’esperienza clinica neuropsicologica e psichiatrica, il Prof. L. Longhi era un medico eclettico, con uno spessore culturale internazionale ed interdisciplinare  notevole, qualità che, del resto, condivideva con altri neuropsichiatri italiani di orientamento fenomenologico (B. Callieri, L. Calvi, A. Ballerini, ecc.); ciò gli ha consentito di muovere i primi passi nella comprensione, non semplice, della dinamica esistente nel disturbo afasico tra gli aspetti relativi all’oggetto corporeo e il soggetto corporeo (le esperienze riportate dai pazienti). Egli scrive: “L’analisi statistica delle sedi lesionali responsabili dei disturbi del linguaggio, le più raffinate conoscenze di elettrofisiologia clinica e sperimentale, i dati offerti dalla linguistica e dall’informatica hanno certamente risposto all’esigenza di una collocazione del linguaggio in una più corretta prospettiva ed hanno offerto spazio a nuove possibili ipotesi sull’afasia. Le dimensioni della fattualità linguistica escono così dai limiti della neurofisiologia per così dire strumentale, di laboratorio, per comprendere sia i parametri propri del test neuropsicologico, che sono quelli di una fondamentale funzione di organizzazione, di un comportamento percettivo-motorio tematizzato, e sia i parametri del messaggio verbale nella sua corretta dialettica della produzione-fruizione, nella realtà antropologica dell’incontro fra produttore e fruitore del messaggio” (Longhi L. 1985;p 554).

Longhi ha compiuto uno sforzo nel cercare di mettere insieme il livello oggettivo dell’analisi neuropsicologica del disturbo afasico con il suo corollario esperienziale, ed ha pianificato, con il “Profilo dell’afasico”, un protocollo di ricerca completo che include aspetti derivati dal mondo vissuto dei pazienti.

Lidia Gomato

Bibliografia

Afasia, Longhi L.– Trattato di Neurologia Riabilitativa M.M. Formica – Editore Marrapese 1985 (p.554)

Husserl E., Die Idee der Phanomenologie, Funf Vorlesungen, 1907 (trad.it L’idea della fenomenologia, Laterza 1993

Merleau-Ponty M. La structure du comportament 1942 (trad. it. La Struttura del comportamento, Mimesis 2010)

Sestito M.T, Raballo A.,Stanghellini G., Gallese V., Embodyng the Self: Neurophysiological Perspectives on Psychopathology of Anomalous Bodily Experiences – www.frontiersin.org/articles/10.3389/fnhum.2017.00631/full

 

 

 

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