IL CONTRIBUTO SCIENTIFICO DELLA FENOMENOLOGIA CONTEMPORANEA NELL’ANALISI DEGLI ASPETTI CORPOREI DELL’ESPERIENZA UMANA

Dan-Zahavi-3

DAN ZAHAVI

Uno dei punti di forza della fenomenologia contemporanea è il ricco arsenale concettuale che offre per l’analisi degli aspetti corporei dell’esperienza umana.

La base di questo arsenale concettuale è la metodologia che Edmund Husserl sviluppò agli inizi del secolo scorso, per l’analisi della costituzione di senso e poi applicata dai suoi allievi dentro differenti tipi di esperienze, comprese le esperienze del corpo e le esperienze di differenti tipi di corpi.

In aggiunta alla fonte husserliana, la fenomenologia dell’incarnazione contemporanea è anche segnata fortemente da successivi quesiti che i fenomenologi francesi come ad esempio di Emmanuel Lévinas, Jean Paul Sartre, Maurice Merleau-Ponty, Michel Henry and Jean-Luc Marion, hanno condotto sulla base degli studi innovativi di Husserl, a partire dal 1940.

Il principale risultato della tesi husserliana è che il corpo vivente ha diversi correlati, ma con percezioni diverse nella nostra esperienza e che alcune di queste percezioni sono cruciali per la costituzione dell’intersoggettività e tutto ciò che dipende dall’intersoggettività.

I corpi viventi non solo ci appaiono come organismi biologici, ma sono dati anche come strumenti pratici, come mezzi comunicativi, come espressioni emotive e come i nostri molti mezzi del percepire e dell’agire sulle cose circostanti.

Quando un medico chirurgo, per esempio, lavora nel rimuovere una lente nell’occhio del paziente con cataratta, deve mettersi in relazione ai corpi umani in modi differenti o intendere i corpi umani in diversi sensi (cf. Merleau-Ponty 1945).

Da una parte il medico chirurgo deve guardare il suo paziente come un organismo fisiologico composto esclusivamente di elementi materiali, così come l’epitelio, i nervi, i tessuti connettivi, le combinazioni chimiche e le correnti elettriche, e manipolabili da mezzi identici come le altre cose materiali. D’altra parte lui ha bisogno nella stessa situazione di mettersi in relazione con i membri del suo team come agenti liberi e responsabili motivati a fare richieste, porre domande e argomenti. Ciò richiede che egli comprenda i loro corpi come unità espressive e comunicative. Inoltre, al fine di svolgere la sua operazione può aver bisogno di porre delle domande o dare ordini alla persona che sta operando. A tal fine deve essere in grado di relazionarsi al paziente, una persona fisica, nello stesso modo comunicativo e motivante che usa con i membri del suo team. Infine, la sua relazione con il proprio corpo è differente da tutte le  relazioni con i corpi che gli stanno intorno. Lui non ha bisogno di accedere ad alcun atteggiamento comunicativo o di controllo nell’ordinare alle sue dita di muoversi, modificare la loro direzione e la velocità in caso di emergenza; ciò che è necessario è soltanto la sua decisione e la determinazione di tagliare più profondo e più veloce.

Così, questi modi molto differenti di intendere i corpi viventi sono integrati nelle nostre vite socialmente condivise. I corpi degli esseri umani non sono solo dati a noi come le cose materiali, ma anche come mezzi per operare, come mezzi strumentali e comunicativi e come il nostro modo proprio di percepire e maneggiare le cose.

Questa intuizione è riassunta nella fenomenologia contemporanea per affermare che i corpi umani non sono solo cose percettive o oggetti di osservazione, ma anche interi espressivi, condizioni di azione e volontà, il punto zero dell’orientamento spaziale, e modi autentici di significare le cose percettive (e.g. Behnke 2011, cf. Taipale 2014; Welton 1999; Dodd 1997). Queste diverse percezioni contribuiscono in differenti modi alla costituzione dell’intersoggettività e della realtà oggettiva.

Distinzioni simili figurano anche nelle nostre relazioni con gli animali. Per cavalcare un cavallo, per esempio, dobbiamo incitare l’animale e questo richiede che noi lo comprendiamo, non come un’unità biochimica, ma come un individuo che ha sensazioni, desidera e percepisce.

Tratto ed in parte tradotto da “Embodiment and Bodily Becoming”, Sara Heinämaa -Academy of Finland University of Jyväskylä

Lidia Gomato

Draft. The final version of this paper will be published in The Oxford Handbook of the History of Phenomenology, ed. Dan Zahavi, Oxford: Oxford University Press, forthcoming 2017– 2018.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...