La sindrome del neglet tra spazio peripersonale e spazio extrapersonale

Rooms of illusion

È in rapporto al nostro corpo che situiamo gli oggetti esterni, e le sole relazioni spaziali tra questi oggetti che possiamo rappresentarci sono le loro direzioni con il nostro corpo. È il nostro corpo che ci serve, per così dire, da sistema di assi di coordinate (Poincaré 1908)

Oggi sappiamo che la rappresentazione dello spazio è un processo tutt’altro che univoco. Numerosi studi [Driver et al. 1998; Graziano et al. 1998a; Berti et al. 2002] hanno infatti dimostrato che possediamo una molteplicità di mappe spaziali differenti che permettono di guidare il nostro comportamento in modi altrettanto diversi. In particolare, per quel che riguarda la profondità, possiamo suddividere lo spazio in due grandi settori: quello della prossimità e quello della lontananza. Solitamente ci si riferisce al primo con il nome di spazio peripersonale e al secondo con quello di spazio extrapersonale. La recente letteratura scientifica definisce lo spazio peripersonale e quello extrapersonale come la dimensione, rispettivamente, entro ed oltre la profondità raggiungibile da un braccio disteso [Berti et al. 2000; Berti et al. 2001]. La rappresentazione dello spazio non è statica né passiva, ma ha una forte radice pragmatica, si modifica velocissimamente a seconda della modalità di azione, ed è largamente inconscia, nel senso che non richiede necessariamente alcuna forma di meta rappresentazione o accesso consapevole alla codifica dello spazio. Così il tennista non deve risolvere complesse equazioni per calcolare come colpire la pallina, ma semplicemente estenderà in maniera inconscia il suo spazio corporeo ad includere la racchetta, e questa diventerà automaticamente un’estensione del suo braccio. Nel quotidiano, non dovremo concentrarci per calcolare l’ingombro della tazzina nel portarla alla bocca, ma potremo goderci il nostro caffè senza bisogno di grandi sforzi mentali. Questa serie di evidenze ha anche un chiaro riscontro clinico nel fatto che esistono forme di neglect specifiche per lo spazio peri- o extrapersonale (Halligan e Marshall, 1991). Particolarmente interessante uno studio in un paziente affetto da neglect selettivo per lo spazio peripersonale è stato richiesto di completare il classico test di bisezione delle linee in diversi settori dello spazio (Berti e Frassinetti, 2000). I sintomi del neglect erano evidenti quando il compito veniva condotto nello spazio peripersonale e non quando la bisezione era condotta utilizzando un puntatore laser nello spazio extrapersonale, ma se quest’ultima posizione era raggiunta impugnando una bacchetta, il neglect ricompariva. Il lontano diventava vicino quando c’era la possibilità di interagire direttamente con esso. Questo processo avviene in maniera automatica e ha riscontro nella scarica di singoli neuroni facenti parte di circuiti parieto-motori implicati nella nostra programmazione del movimento.

Lidia Gomato

 

“Lo spazio peripersonale:l’altro da sé in cui agire” di Stefano Rozzi – wwwspiweb.it/psiche_rivista

“Lo spazio soggettivo dell’(inter)azione” di Matteo Beccarini – Annali dell’Università di Ferrara, Nuova Serie, Sez. III, Filosofia, Discussion Paper, n.77

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...