Dobbiamo riprendere a camminare per il mondo

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Dobbiamo riprendere a camminare per il mondo

Se l’acquisizione della stazione eretta e del cammino sono state le prime tappe dell’evoluzione umana, ci si domanda che effetto avrà nel tempo la nostra abitudine ad una vita sedentaria e all’uso incalzante di strumenti elettronici, ai quali abbiamo delegato anche la capacità di orientarsi nell’ambiente, come ad esempio l’uso di mappe virtuali, del tom-tom nell’auto ecc.

Paolo Rumiz, giornalista e scrittore che ha recentemente percorso a piedi tutta la via Appia, scrive:

Uso le mappe per sognare i viaggi prima che per orientarmi una volta sul posto. Ne ho bisogno per capire il contesto in cui mi trovo, per concedermi il lusso di una disgressione imprevista. Arrivo al punto di farmele da me, quando preparo un viaggio particolarmente difficile. E’ il mio atto di resistenza contro l’invasività delle protesi elettroniche che ci hanno reso incapaci di attraversare il mondo e talvolta persino camminare. Sento il dovere di tenere duro, perché non si atrofizzi un istinto costruito in millenni di storia. corso afasiaSe ci immergiamo in un paesaggio e troviamo una meta che ci fa camminare, che ci chiama, allora impariamo a camminare davvero, perché è una cosa che abbiamo nel nostro codice genetico, solo ultimamente siamo diventati curvi sui cellulari, sugli schermi, ma ciò che ci ha fatto quelli che siamo non è lo stare curvi, in posizione quasi di baciamano. Lo dico perché secondo me il computer ci rende anche più servi nei confronti del potere proprio per questa posizione prona che richiede. Dovremmo invece riprendere questo andare eretti di chi guarda lontano, di chi vede ciò che ha intorno, di chi ha imparato i codici segreti dell’avvicinamento agli altri uomini e quindi dell’incontro. Certo, stanno facendo di tutto per farci dimenticare come si cammina ma la forza e la memoria biologica che abbiamo di questo atto è in noi talmente resistente che bastano tre giorni perché, una volta sul sentiero, ci si dica “Mio Dio, come ho potuto ridurmi così prima? Guarda come sto bene adesso!” .

Tratto dall’art. di Paolo Rumiz su la Repubblica del 18/03/2016 e da una sua intervista pubblicata sul sito web:

http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/rubriche/intervista/2012/a-piedi-con-paolo-rumiz-alla-ri-scoperta-dell2019arte-del-camminare

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