L’origine gestuale del linguaggio. Nuovi modelli riabilitativi a confronto

rupestri

Tratto da “Origine del linguaggio” di Ines Adornetti (Aphex Giornale di Filosofia 2012)  e liberamente modif. da

Lidia Gomato

Intorno al 1970 ci fu una rinascita delle teorie gestuali legate all’origine del linguaggio, tra cui quelle degli antropologi Gordon Hewes e Leroi-Gourhan, oggi queste teorie vengono riprese in modo più solido ed affidabile rispetto al passato perché si sono sviluppate delle metodologie d’indagine che prima non esistevano. Uno dei più recenti sostenitori dell’ipotesi dell’origine gestuale del linguaggio umano è Michael Corballis. Secondo Corballis il linguaggio si è sviluppato prevalentemente tramite gesti manuali a partire da 2 milioni di anni fa, cioè dai primi esemplari del genere Homo. L’ipotesi dell’autore è che la comunicazione intenzionale sia sorta sfruttando i sistemi di comprensione dell’azione presenti nei nostri progenitori primati, questa tesi sembra avvalorata dalle ricerche sui  “mirror neurons” ( Di Pellegrino et al., 1992; Gallese et. al, 1996). L’idea di Corballis è che il sistema specchio abbia permesso lo sviluppo della mimesi, vale a dire la capacità di mimare (cioè  di riprodurre intenzionalmente) azioni ed eventi del mondo esterno, evolutasi a partire da 2 milioni di anni fa con l’Homo erectus. La differenza fondamentale tra i primati e l’uomo, per quanto riguarda il sistema specchio per l’”afferramento”, starebbe nel fatto che le scimmie riescono a compiere quest’azione solo in presenza dell’oggetto e che l’uomo invece la compie anche in sua assenza, come avviene nella mimesi. Corballis (“Dalla mano alla bocca” 2011) ipotizza che l’incorporazione nel sistema a specchio degli atti intransitivi “può aver gettato le basi per la comprensione degli atti che sono simbolici piuttosto che orientati agli oggetti”. Con il tempo, i gesti che mimano le azioni sarebbero diventati più astratti ed arbitrari; una volta perso il suo aspetto mimetico, il linguaggio non sarebbe stato più limitato alla modalità visiva e le vocalizzazioni avrebbero sostituito gli atti manuali, che sono rimasti però, parte fondamentale degli scambi comunicativi. A completare l’aspetto teorico delle origini gestuali del linguaggio, sul come, quando e perché il linguaggio sia passato dai gesti manuali ai gesti vocali, ci sarebbero studi di altri AA., tra i quali  quelli di Philip Lieberman   sulla “ Teoria motoria della percezione del parlato” (Liberman et al., 1967; Liberman e Mattingly 1982).

 

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