La crisi della creatività e del pensiero divergente

Torrance+test+completed

tratto dal libro “Creatività e Innovazione” di A. Sinibaldi

La creatività scaturisce da una forte motivazione intrinseca e dalla capacità di costruire nuove relazioni tra concetti, quest’ultimo aspetto è di competenza soprattutto del pensiero divergente. La differenza sostanziale tra pensiero convergente e pensiero divergente sta nel fatto che, dato un gruppo di concetti, mentre il primo tende a concentrarsi sulle differenze tra essi, il secondo pone più l’accento sugli elementi comuni e quindi sull’unità nella diversità.

Il pensiero divergente rompe le regole, sconvolge, ragiona prevalentemente per somiglianze e analogie e si pone domande, il pensiero convergente ragiona in termini logici, di fattibilità e utilità.

In un suo studio, la psicologa Kyung Hee Kim del William & Mary College di Williamsburg (Virginia), ha analizzato i punteggi ottenuti in 300.000 test di Torrance, somministrati ad adulti e bambini, ed ha rilevato che l’Indice di Creatività della popolazione statunitense, contrariamente alla crescita stazionaria del Quoziente di Intelligenza, dal 1990 in poi stava sensibilmente scendendo. Una tale caduta potrebbe essere attribuita alla diffusione e l’utilizzo smodato di televisione e di videogiochi che sottrae tempo alle attività creative e all’approccio scolastico che tende a privilegiare attività più tecniche che non artistiche.

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